
A cura della redazione di Centro Capelli Europeo. Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2026.
Tra settembre e novembre è normale perdere più capelli del solito. La caduta dei capelli in autunno è un fenomeno fisiologico, documentato da diversi studi: nella maggior parte dei casi si esaurisce da sola in poche settimane e non lascia diradamenti.
Il punto è capire se quello che trovi nella spazzola è davvero una caduta stagionale oppure il primo segnale di un problema diverso. Qui trovi i criteri per distinguere i due casi e le cose da fare, in ordine di priorità.
IN BREVE
La caduta autunnale è fisiologica: il picco arriva tra fine agosto e ottobre e può trascinarsi fino a novembre.
Dura in genere 6-8 settimane e i capelli caduti ricrescono.
Se supera i 3 mesi, è molto abbondante o lascia zone diradate, la stagione non c'entra più.
Il telogen effluvium è reversibile, l'alopecia androgenetica è progressiva: scambiarle fa perdere tempo utile.
Ogni capello segue un ciclo in tre fasi. Cresce per 2-6 anni (fase anagen), si ferma per 2-3 settimane (catagen) e resta a riposo nel follicolo per circa 3 mesi (telogen). Poi cade, spinto fuori dal capello nuovo che sta già crescendo sotto.
In un cuoio capelluto sano circa l'85-90% dei capelli è in crescita e il 10-15% è a riposo. Per questo perdere da 50 a 100 capelli al giorno è considerato normale, come indica anche l'American Academy of Dermatology.
Questo equilibrio però non resta identico tutto l'anno. Durante l'estate una quota più alta di follicoli entra nella fase di riposo e, dato che tra l'inizio del riposo e la caduta passano circa tre mesi, il conto arriva a settembre. È quella che di solito viene chiamata caduta dei capelli da cambio di stagione.
Regno Unito, 1991. Randall ed Ebling hanno seguito 14 uomini per 18 mesi: la quota di follicoli in crescita toccava il massimo a marzo (oltre il 90%) e il minimo a settembre. La caduta raggiungeva il picco tra agosto e settembre, con circa 60 capelli al giorno, più del doppio rispetto all'inverno.
Svizzera, 2009. Kunz e colleghi hanno analizzato i tricogrammi di 823 donne raccolti in 6 anni: la percentuale di capelli a riposo era massima in estate e minima a fine inverno, con un secondo picco più contenuto in primavera.
Otto Paesi, 2004-2016. Un'analisi pubblicata sul British Journal of Dermatology ha rilevato che le ricerche su Google relative alla perdita dei capelli aumentano in estate e in autunno, in entrambi gli emisferi.
Sul perché succeda non esiste ancora una risposta definitiva. Le ipotesi principali riguardano le ore di luce e la temperatura, ma il meccanismo biologico non è stato chiarito.
Un dato aiuta a ridimensionare l'allarme: anche nel momento di picco, i 60 capelli al giorno misurati nello studio inglese restano dentro la soglia di normalità.
Dopo un'estate come quella siciliana, con mesi di sole, mare e piscina, i capelli arrivano a settembre più secchi e fragili. Il danno però riguarda il fusto, non il follicolo: il capello si spezza lungo la lunghezza, non cade dalla radice.
Per capire la differenza guarda l'estremità. Se c'è un piccolo bulbo bianco, il capello è caduto alla fine del suo ciclo. Se il bulbo manca e il capello è più corto degli altri, si è spezzato: in quel caso servono un taglio e meno calore, non una cura anticaduta.
I tempi cambiano da persona a persona, ma lo schema più frequente è questo.

Chi nota la caduta dei capelli a settembre e la vede ridursi entro novembre rientra quindi nel quadro fisiologico. Un secondo periodo di caduta, più lieve, può presentarsi in primavera.
Nella pratica clinica la caduta stagionale dura in genere da 6 a 8 settimane, con una tolleranza fino a 3 mesi. Non lascia aree vuote: la densità complessiva resta la stessa, perché ogni capello caduto viene sostituito da uno nuovo.
Dopo 2-3 mesi puoi notare capelli corti lungo l'attaccatura e la riga. È il segno che il ricambio è avvenuto.
Telogen effluvium è il termine medico per una caduta diffusa e abbondante, dovuta a un numero anomalo di follicoli che entrano insieme nella fase di riposo. La caduta stagionale ne è, di fatto, la versione lieve e fisiologica.
La forma vera e propria ha quasi sempre una causa precisa, che risale a 2-3 mesi prima:
febbre alta o un'infezione importante
un intervento chirurgico
un dimagrimento rapido o una dieta molto restrittiva
il parto
un periodo di stress intenso
la sospensione della pillola anticoncezionale
carenza di ferro, disturbi della tiroide, alcuni farmaci
Ecco perché settembre è un mese ingannevole. Se a giugno hai fatto una dieta drastica in vista dell'estate, o a luglio hai avuto un'influenza con febbre alta, la caduta arriva proprio adesso e si somma a quella stagionale.
La buona notizia è che il telogen effluvium è reversibile. Eliminata la causa, la caduta si ferma e, secondo l'American Academy of Dermatology, i capelli tendono a recuperare il volume normale in 6-9 mesi. Se la caduta prosegue oltre i 6 mesi si parla di forma cronica, che va indagata con esami mirati.
È la distinzione che conta davvero, perché le due condizioni hanno un decorso opposto. Il telogen effluvium fa cadere molti capelli ma non ne riduce il numero nel tempo. L'alopecia androgenetica può far cadere pochi capelli al giorno e intanto ridurre la densità anno dopo anno: i follicoli sensibili agli ormoni androgeni producono capelli sempre più sottili e corti, un processo chiamato miniaturizzazione.

Le due condizioni possono coesistere. Una caduta stagionale intensa può rendere visibile un'alopecia androgenetica già presente ma passata inosservata. È il caso tipico di chi si ritrova con i capelli diradati dopo l'autunno e non li vede più tornare come prima: se finita la stagione la densità non recupera, il problema non era la stagione.
Per un quadro completo delle altre forme, dall'alopecia areata a quella da trazione, leggi la guida su perché perdiamo i capelli. Se hai meno di 30 anni può esserti utile anche l'approfondimento su a che età si iniziano a perdere i capelli.
Durata. La caduta va avanti da più di 3 mesi.
Cute visibile. Vedi il cuoio capelluto dove prima non lo vedevi: riga più larga, tempie arretrate, vertice più rado.
Chiazze. Compaiono aree senza capelli, rotonde e ben delimitate.
Quantità. Perdi ciocche intere, o nettamente più di 100 capelli al giorno per diverse settimane.
Sintomi locali. Prurito intenso, bruciore, desquamazione o dolore al cuoio capelluto.
Sintomi generali. Alla caduta si associano stanchezza marcata, variazioni di peso o ciclo irregolare.
Basta un solo segnale per chiedere una valutazione. Non perché sia per forza qualcosa di serio, ma perché nell'alopecia androgenetica il tempo conta: un follicolo miniaturizzato si può recuperare finché è attivo, dopo no. Se in famiglia ci sono casi di calvizie, la soglia di attenzione si abbassa ulteriormente.
Ti riconosci in uno di questi segnali? Prenota un check-up gratuito oppure chiama il numero verde 800 912 293.
Sei azioni concrete, dalla più semplice alla più impegnativa.
Segna la data di inizio. Sapere quando è cominciata la caduta serve a risalire a ciò che è successo 2-3 mesi prima e a capire quando la finestra stagionale si è chiusa.
Fai una foto oggi. Riga centrale, tempie e vertice, con la stessa luce e a capelli asciutti. Ripetila ogni 30 giorni: è il modo più oggettivo per capire se la densità sta cambiando.
Prova il pull test. A capelli non lavati da almeno 24 ore, prendi tra pollice e indice una ciocca di 50-60 capelli vicino alla radice e falla scorrere fino alle punte con una trazione leggera. Ripeti in 3-4 zone. Se ogni volta ti restano in mano più di 5-6 capelli, la caduta è attiva e merita un controllo.
Lava i capelli con la frequenza di sempre. I capelli che vedi nella doccia erano già staccati: lavare meno li fa solo accumulare e cadere tutti insieme. Qui trovi le indicazioni su quante volte lavare i capelli.
Controlla il piatto prima degli integratori. Proteine a ogni pasto e fonti di ferro come carne, pesce, uova e legumi. Le diete drastiche sono una causa diretta di telogen effluvium.
Dopo 8 settimane, fai gli esami. Se la caduta non si riduce, chiedi al tuo medico gli esami del sangue: emocromo, ferritina e TSH sono il punto di partenza.
Cambiare shampoo ogni settimana. Lo shampoo resta sulla cute per pochi minuti: pulisce, non ferma una caduta stagionale.
Prendere integratori a caso. Funzionano quando correggono una carenza documentata. La biotina ad alte dosi, inoltre, può falsare alcuni esami del sangue, compresi quelli della tiroide.
Contare i capelli ogni giorno. Aumenta l'ansia, e lo stress prolungato è a sua volta una causa di caduta.
Tagliare i capelli per rinforzarli. Il taglio elimina le punte rovinate ma non agisce sul follicolo.
Pensare al trapianto adesso. Il trapianto non è una risposta alla caduta stagionale né al telogen effluvium: si valuta solo su un'alopecia androgenetica diagnosticata e stabilizzata.
Se la caduta rientra in 2-3 mesi e le foto non mostrano differenze, non devi fare altro. Se invece riconosci uno dei sei segnali, il passo successivo è una valutazione dal vivo.
Centro Capelli Europeo offre un check-up gratuito nelle sedi in Sicilia (Catania, Palermo, Canicattì e Caltagirone), a Roma e a Milano. L'obiettivo è rispondere a una domanda precisa: la tua è una caduta temporanea o un diradamento progressivo? Da questa risposta dipende tutto il resto: aspettare, intervenire con un trattamento, oppure valutare soluzioni come l'autotrapianto FUE.
Da 50 a 100 capelli al giorno è la norma in ogni stagione. In autunno puoi trovarti nella parte alta di questo intervallo, o superarlo di poco, per alcune settimane. Con i capelli lunghi la quantità sembra maggiore di quella reale. Più del numero conta la durata: oltre i 3 mesi serve un controllo.
Da 50 a 100 capelli al giorno è la norma in ogni stagione. In autunno puoi trovarti nella parte alta di questo intervallo, o superarlo di poco, per alcune settimane. Con i capelli lunghi la quantità sembra maggiore di quella reale. Più del numero conta la durata: oltre i 3 mesi serve un controllo.
Sì. Nella caduta stagionale e nel telogen effluvium il follicolo resta attivo e produce un nuovo capello. La ricrescita diventa visibile dopo 2-3 mesi, sotto forma di capelli corti lungo l'attaccatura, e procede di circa 1 cm al mese.
No. Il pallino bianco è il bulbo di un capello arrivato alla fine della fase di riposo: indica una caduta fisiologica, non la perdita del follicolo. Il follicolo resta nella cute e riprende a produrre un capello nuovo.
Non ci sono prove solide che accorcino una caduta stagionale in una persona senza carenze. Sono utili quando gli esami del sangue documentano una carenza, per esempio di ferro. Prima di acquistarli conviene fare gli esami e parlarne con il medico.
No. La caduta stagionale e il telogen effluvium si risolvono da soli e non sono un'indicazione al trapianto. L'intervento si valuta solo in presenza di un'alopecia androgenetica diagnosticata e stabilizzata, dopo una visita specialistica.
American Academy of Dermatology, Do you have hair loss or hair shedding?
Randall VA, Ebling FJ. Seasonal changes in human hair growth. British Journal of Dermatology, 1991.
Kunz M, Seifert B, Trüeb RM. Seasonality of hair shedding in healthy women complaining of hair loss. Dermatology, 2009.
Hsiang EY e colleghi. Seasonality of hair loss: a time series analysis of Google Trends data 2004-2016. British Journal of Dermatology.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita di un medico.
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